La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Muore il sogno, e alla sua morte…

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 3 mesi fa
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10:00
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O Musa Pedatoria,

o Sfera dei Capricci:

raccontaci una storia,

del grande calcio dicci…

 

 

Muore il sogno, e alla sua morte…

sogneremo ancor più forte!

 

*

 

Roma Chievo 4-1

 

Il risultato è quello sognato (sognato, a dire il vero, per la partita successiva…). Bella la partita di Schick, che sembra definitivamente sbloccato; strepitoso come al solito Alisson (nel neutralizzare il rigore); convincenti tutti gli altri, con l’eccezione di Juan Jesus (che si fa espellere). A quest’ultimo proposito, vi propongo una quartina auto-ironica in endecasillabi:

 

Le proteste clivensi capir posso,

ché l’arbitro gran danno a lor procura:

giacché, punendo Jesus con il “rosso”,

la Roma favorisce oltre misura!

 

L’unico neo della larga vittoria col Chievo è, ai miei occhi, il persistere della “Maledizione dei Legni”. Cogliendo due pali (uno con Fazio, l’altro con El Shaarawy), la Roma balza in testa - a quota 22 - in questa speciale “classifica della jella”.

Anche l’Inter è a quota 22, ma è stata salvata dai legni della propria porta TRE VOLTE più della Roma: per cui il “primato assoluto della scalogna” spetta ai giallorossi.

Proverò a esorcizzare questo “rio destino” con una quartina apotropaica in ottonari (N.B.: l’espressione “toccare legno” - come sapete - indica un gesto che ha il fine di allontanare la mala sorte; origine della locuzione potrebbe essere il riferimento alla croce lignea di Cristo, invocando la quale si chiedeva la protezione divina dalle sventure…).

 

Troppi legni (e non le porte)

Roma coglie: brutto segno…

Ma invocando Buona Sorte

pure noi “tocchiamo legno”.

 

*

 

Roma Liverpool 4-2

 

Solo la malasorte fu più grande del cuore della Roma. È stato davvero commovente il modo in cui i giallorossi hanno lottato fino all’ultimo secondo. Queste partite non fanno che rafforzare l’amore per la squadra, e meriterebbero - a celebrarle - dei versi epici.

Tuttavia, vi confesso che non sono nella disposizione d’animo per cimentarmi nell’epos: accanto alla gratitudine per Di Francesco e tutti i suoi ragazzi (e accanto all’orgoglio di essere romanista), ancora alberga in me la rabbia. Sì, pura rabbia. Perché alla fine la Roma avrebbe meritato la finale, e certe decisioni arbitrali ancora non le ho mandate giù…

Allora niente epos. Vi propongo un ghigno. Un ghigno - si spera - propiziatorio (N.B.: nel secondo verso è nominato Iulo, conosciuto anche col nome di Ascanio; si tratta del mitico figlio di Enea).

 

“Grande cuore” mostraron sempre i Lupi,

sì come Enea mostrò il coraggio a Iulo.

Ma la prossima volta non si sciupi

il “grande cuore”, e s’usi un “grande culo”…

 

*

 

L’angolo della satira

 

Le due finaliste della Champions - è un fatto - sono state decise dagli arbitraggi.

Nel doppio confronto tra Roma e Liverpool, almeno due gol degli inglesi (forse tre) sono irregolari: all’Anfield, possibile fallo su Strootman nell’azione del primo gol, e certo fuorigioco nel terzo gol; all’Olimpico, netto fallo su Dzeko (spostato mentre è in elevazione) nell’azione del raddoppio del Reds. Infine, alla Roma sono negati due rigori solari…

Anche in Real-Bayern mancano almeno due rigori (forse tre): tutti, si intende, a favore dei tedeschi. Ma i madrileni - si sa - sono potenti; e prepotenti. Morale in endecasillabi:

 

A Roma e Bayern manca solo un “quid”:

degli arbitri le laute elargizioni…

Sarà dunque tra Reds e Real Madrid

la finale di Coppa dei Ladroni.

 

*

 

Un suggerimento a Pallotta…

 

«Pallotta, che ne diresti di invitare il Bayern per un trofeo amichevole all’Olimpico, a fine campionato? Nome del trofeo? “The True Final”!». Ed ecco il suggerimento trasposto in quartina:

 

Amichevole a fine campionato?

Un match col Bayern non sarebbe male.

E il trofeo potrebb’esser titolato

“True Final Cup”, ossia “Vera Finale”.



Franco Costantini






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