La Sfera dei Capricci

La sfera dei Capricci: La gara “sbieca”

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 3 mesi fa
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O Musa Pedatoria,
o Sfera dei Capricci:
raccontaci una storia,
e «Daje Roma!» dicci…




Càpita, a volte, la giornata storta,
che jella e mali ed imprevisti arreca,
che ti demoralizza e ti sconforta:
nel calcio, puoi chiamarla “gara sbieca”.

***

Udinese Roma 4-0

L’ho capito quando l’arbitro non ha concesso quel rigore (spinta da dietro su Celik solo davanti al portiere): «Questa è una gara “sbieca” - ho pensato - e finirà male».
In realtà, è finita peggio. Ma attenzione a non farsi ingannare dal risultato (pur se impietoso). La prestazione della Roma NON è stata disastrosa. È stata solo “sbieca”.
Avevate percepito, ad esempio, che la Roma ha tirato in porta più dell’Udinese? Vi eravate accorti che i giallorossi hanno battuto più del doppio dei corner battuti dai bianconeri? Se la risposta è “no”, non stupitevi: la giornata “sbieca” inganna anche le percezioni.

I primi due gol dei bianconeri sono stati autentici regali da parte dei nostri Lupi.
Karsdorp non si era accorto dell’arrivo di Udogie, e ha creduto di fare un facile appoggio di petto al proprio portiere…
Rui Patricio si era buttato in tempo per bloccare il tiro di Samardzic, ma è stato ingannato da un rimbalzo “fisicamente anomalo”. Un “rimbalzo sbieco”, si potrebbe dire.
Tra le prime due reti, l’episodio “sbiechissimo” del rigore negato. E, dopo il raddoppio di Samardzic, il palo che ha respinto il colpo di testa di Mancini, potenzialmente vincente…

Intendiamoci, non voglio assolvere la Roma: la prestazione della squadra è stata sicuramente brutta. Sto solo dicendo che è stata “brutta”, appunto, ma non “disastrosa”.
Le giornate storte fanno parte del vissuto di tutte le squadre (TUTTE, anche quelle che vincono campionati e coppe). Avete presente, ad esempio, il 6-1 che la Roma ha subìto in Conference League dal Glimt? È capitato. Ma è anche capitato - non scordiamolo - che poi la Roma ha vinto quella Coppa.

Voglio dimenticare presto questa gara. Con quattro endecasillabi non collegati tra loro (o, se preferite, quattro “endecasillabi sbiechi”).


Karsdorp di petto (n’esce una ciofeca).
Era rigôr (ma l’arbitro s’acceca).
Mancini-palo (ed il tifoso impreca).
Nulla da fare (questa è “gara sbieca”).

***

L’anagramma della settimana

Tutto è andato storto. Anche l’arbitro. La sua onomanzia, del resto, non prometteva alcunché di buono.

Fabio Maresca → fa Roma “sbieca”


Franco Costantini





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