La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: ÈPOS…sibile?

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 8 mesi fa
1434
10:00
202020
Rimonte, rivincite, nemesi, contrappassi: nelle ultime settimane, il calcio sta vivendo una sarabanda dialettica, una giostra di ribaltamenti, una “danza dei contrari”. Che Eupalla sia neo-hegeliana?

1) Manolas aveva segnato di spalla a Firenze; ma, nella gara di ritorno, la sua spalla e quella di Bruno Peres facilitano la vittoria della Fiorentina (vedi qui sotto)…
2) La Roma ribalta in Champions il 4-1 subito all’andata; e nella fantastica rimonta vanno in gol i protagonisti delle autoreti al Camp Nou…
3) La Juventus restituisce lo 0-3 al Real Madrid, e giunge a un passo dalla qualificazione; ma ecco la Nemesi: l’arbitro inglese della gara, una sorta di “antitesi hegeliana del nostro Rocchi”, inventa un rigore per i Blancos in pieno recupero…
4) La Lazio domina la partita d’andata col Salisburgo, nel ritorno va in vantaggio… e poi crolla in modo “cinematografico” (penso a una pellicola di Guillermin del 1966: “La caduta delle aquile”)…
5) Il sorteggio Champions League mette la Roma di fronte al Liverpool; trentaquattro anni dopo… E di fronte a Salah; un anno dopo…

*

Roma Fiorentina 0-2
(ovvero: due palle… e due spalle)

Ancora sfortuna? Sì, ma non solo.
La gara ha dimostrato, per l’ennesima volta, che la panchina della Roma è tutt’altro che lunga; e che basta un po’ di turnover per rendere più fragili sia difesa sia attacco. Gonalons, ad esempio, bissa la gara-disastro di Barcellona; e Benassi lo umilia ripetutamente…
Detto questo, vanno anche ribaditi alcuni dati oggettivi: la Roma ha avuto - comunque - il 71% di possesso palla, ha effettuato 25 tiri in porta contro 3 soli dei viola, ha battuto 9 calci d’angolo contro 1.
Se ci aggiungiamo i tre legni colpiti dai giallorossi, la jella risulta una palese con-causa della sconfitta…
E, a proposito di jella, c’è un episodio in particolare che ha catturato la mia attenzione. Se non altro perché non avevo MAI visto nulla del genere, da quando seguo il calcio…
L’episodio è talmente strano che arrivo persino a dubitare di quello che i miei sensi hanno percepito: nell’azione del secondo gol viola, Manolas affianca lo sgusciante Simeone e gli assesta una spallata potente (ma regolare) per sbilanciarlo; l’attaccante sta per cadere, ma ecco che una contro-spallata di Bruno Peres (che lo stava affiancando dall’altro lato) lo rimette in equilibrio e nel giusto assetto di corsa per segnare lo 0-2…
Ciò che è accaduto sembra anche una sorta di “sventurato contrappasso” alla buona sorte della gara d’andata, quando la Roma si impose a Firenze per 4-2. Allora Manolas segnò un gol di spalla; al ritorno, proprio la spalla di Manolas dà origine alla “carambola umana” che porta Simeone in rete.


Jellate le casacche rosse e gialle:
ché il Fato velenoso e inopportuno
le colpisce alle spalle con le spalle
di Kostas Manolàs e Peres Bruno.

S’annullan le spallate e il gol subiamo.
Vorrei fare “spallucce” al Fato gramo,
quand’ecco che mi sorgono sospetti:
è stata una macumba di Spalletti?

*

Roma Barcellona 3-0
(ÈPOS… sibile?)


Ancora faccio fatica a crederci. Ho visto la “gara perfetta”, lo sport che si fa epos, la partita sognata da aedi e rapsodi per farne materia di canto. Allora ho immaginato di essere Omero nel santuario di Delfi, circa 2.800/2900 anni fa, e di ascoltare un “oracolo” della Pizia (la sacerdotessa di Apollo).

N.B.: “Duemilasettecentosettantuno” è l’anno attuale… se si assume la datazione “ab Urbe còndita” (non ho resistito alla tentazione di usare una parola che, da sola, forma un endecasillabo!); “Ispani” e “Celtiberi” indicano, ovviamente, i giocatori del Barcellona; “Enosìctono” (che significa “scuotitore di terra”) è epiteto del dio Nettuno.


La profezia propizia della Pizia

Nel Duemiladiciotto, ossia nell’anno
Duemilasettecentosettantuno
dell’Urbe Sacra, i Lupi brandiranno
l’affilato tridente di Nettuno.

Sarà nel giorno decimo d’aprile:
il giorno in cui i Romani, fieri e lìberi,
affronteranno l’inimico ostile,
ossia i guerrieri scelti dei Celtìberi.

Benché la pugna alla sconfitta volga,
e vantaggio l’Ispani abbian copioso,
non accadrà che alcuno si distolga
dall’inseguire il sogno favoloso:

sogno di un’impossibile vittoria,
sogno di una rimonta senza pari,
sogno di scriver pagine di Storia,
sogno di donar sogni ai propri cari.

E triplice ferita sarà inferta
a quei che già sentìvansi pro-Messi,
e destinati alla vittoria certa,
pieni di gloria… e pieni di sé stessi.

Così dell’Enosìctono il tridente
tre volte infilzeràlli aguzzo al fianco.
Faràssi vero il sogno, e risplendente
sarà il destino dell’Eroico Branco.

*

La sintesi perfetta

Dal mio amico Marco Minelli, ecco la sintesi perfetta della settimana calcistica europea:

Un martedì da leoni
Un mercoledì da ladroni
Un giovedì da cojoni

*

L’anagramma (o, meglio, la “frase anagrammata”)

Una magica Roma stende KO (tre a zero!) il Barcellona di Lionel Messi —> Marcan le reti Dzeko, De Rossi e Manolas. Gioia nel club: è la RIMONTA!



Franco Costantini




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