La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Armeno tre, a meno 3…

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 14 giorni fa
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Al tuo cospetto, o Diva,
il mio desio s’evinca:
che Roma sempre viva,
che Roma lotti e vinca.



Sì, siamo (per il momento) “-3” dalla vetta. E io sto attendendo (invano, a quanto sembra) la sentenza sul ricorso della Roma (sconfitta a tavolino contro il Verona, per aver inserito Diawara nella lista sbagliata). Speravo di poterla commentare, ma i tempi della decisione si dilatano...
In realtà, penso che il ricorso debba essere accolto (sono laureato in giurisprudenza, e dunque posso parlare con un minimo di cognizione di causa): un mero errore materiale, senza secondi fini, senza ottenimento di vantaggi di alcun tipo, e dunque senza ombra di dolo, non può essere punito nello stesso modo con cui viene punito l’errore che procura illeciti vantaggi.
Insomma: se il giudice fossi io, cancellerei la sconfitta a tavolino, punendo invece la Roma con una sanzione pecuniaria. Ma ciò che penso io… conta poco. Non resta che sperare che la giustizia sportiva sappia interpretare le norme non alla lettera, ma tenendo conto della “ratio legis”; e sappia applicare il principio di equità. A causa di un recente episodio, a dire il vero, la mia fiducia nella giustizia (che già non era al top) si è ulteriormente incrinata. Evocherò codesta “incrinatura” con una quartina di endecasillabi.


La corruzione c’è, i corrotti pure:
spero che tutto il marcio venga fuori.
Ma furono speranze premature:
la corruzione è senza corruttori…

Ultim’ora (paragrafo aggiunto alle ore 17 del 10 novembre del 2020)
Come temevo, il giudice sportivo non ha applicato il principio di equità; si è limitato ad applicare alla lettera la norma («summum ius, summa iniuria», secondo un proverbio citato da Cicerone).


Summum ius, summa iniuria: questo vidi
(ché l’equità c’è solo per gli equidi:
mentre su tutti incombon le tenèbre,
splende sereno il sole sulle zebre).

*

Roma Cluj 5-0

La Roma è scalpitante qual puledro:
“Miki”-Ibanez, poi Borja-Borja-Pedro

D’accordo, la partita non era di quelle proibitive. Ma è confortante il modo con cui i Lupi l’hanno affrontata: sempre attenti e determinati. Anche Fonseca ci ha messo del suo, con un turnover più equilibrato - almeno in partenza - rispetto alla gara col Cska.
Solo altre due annotazioni; entrambe “onomantiche”:


1) Esordio con assist per Milanese
Il 18enne della Primavera giallorossa, entrato al 29’ del secondo tempo, ha subito mostrato le sue doti, confermandosi una delle promesse più interessanti del vivaio. Al ragazzo, che tra l’altro ha fornito lo splendido assist per il quinto gol, voglio dedicare un anagramma benaugurante (userò il suo nome completo):
Tommaso Pantaleo Milanese → «Amo’, palesa talento immenso!»

2) Borja e il battesimo del gol
La scorsa settimana, commentando la brutta prestazione di Mayoral (e di tutta la squadra) contro il Cska, ebbi a scrivere che occorreva aspettare. Dissi più o meno: «Borja è giovane, è appena giunto nel nostro campionato, deve imparare, deve avere il tempo di adattarsi».
Beh, contro il Cluj il ragazzo ha dimostrato di non essere uno sprovveduto: la doppietta gli servirà per crescere ancora…
Anche per Borja Mayoral, un anagramma: con traslitterazione in “i” sia della “y” sia della “j”. Eccolo (beh, forse il risultato è iperbolico, e non corrisponde alle reali aspettative che abbiamo su Borja; ma chissà, in futuro…)

Boria Maioral → «Io, l’“Ibra” a Roma!»

*

Genoa Roma 1-3

Questa Roma mi piace sempre più: ha un gioco, ha un’identità, ha coesione e fiducia. Fonseca è sempre più padrone della squadra. Continuo a nutrire - è vero - qualche perplessità su alcuni singoli (che a mio avviso non sono all’altezza di una squadra che abbia grandi ambizioni). Ma nelle ultime partite anche questi “punti deboli” hanno lottato con impegno massimo, guadagnandosi la mia riconoscenza. E il gioco di squadra (come dev’essere!) è sempre riuscito a supplire alle carenze individuali.
Contro il Genoa, naturalmente, ha brillato la stella dell’armeno. Ecco dunque una sua “apologia” in endecasillabi:


Di testa, di piattôn, di collo al volo:
i modi di segnare sempre vârian.
Quel che non varia, nel variante stuolo,
è la classe di “Michi Michitârian”.

Mi è piaciuto tantissimo anche Pellegrini: ha lottato come un leone, garantendo sia un eccellente lavoro “di quantità”, sia giocate “di qualità” da vero fuoriclasse. Il suo assist in profondità per Cristante (che purtroppo ha malamente sbagliato sotto porta) mi ha ricordato i lanci illuminanti di un certo Francesco…
Ora il nostro Lorenzo s’è beccato il coronavirus. Nella sfortuna, c’è un elemento di consolazione: ora c’è la pausa delle Nazionali, e dunque Pellegrini avrà tutto il tempo di guarire e di rientrare in squadra, senza perdere nemmeno una gara. Per lui, un distico (spero sia di buon auspicio):


Lorenzo contro COVID-diciannove?
Vince Lorenzo; e poi, vittorie nuove!


*

L’anagramma della settimana

Genoa-Roma, novembre Duemilaventi:
→ avemmo un Armeno: anvedi, tre bei gol!

L’anagramma si avvale di una espressione tipicamente romanesca: “anvédi”, corruzione enfatica di “vedi”; è esclamazione che si usa quando si assiste a qualcosa di “notevole”.
La cosa strana, di questo anagramma, è che l’ho trovato un’ora prima della partita. La formulazione originaria, tuttavia, aveva un diverso ordine delle parole:


Genoa-Roma, novembre Duemilaventi:
→ Anvedi!, tre bei gol! (avemmo un Armeno…)

Quest’ordine delle parole suggeriva una grande prestazione di “Miki” (magari determinante anche con gli assist), ma non implicava necessariamente la tripletta. Si tratta - in ogni caso - di una “anagrammanzia” fortunata e felice. Felice come me che tifo Roma!




Franco Costantini





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