La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Alì Babà

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 25 giorni fa
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O Capricciosa Eupalla,
del calcio Diva e Musa:
di luce rossa e gialla
Tu brilli circonfusa…


Sognavo. E nel sogno c’era una commissione riunita per valutare un concorso pubblico… Il presidente della commissione, sospirando, prese la parola: «I quattro posti, come sapete, sono già assegnati a tavolino. C’è un quinto concorrente piuttosto scomodo, e dunque abbiamo una sola possibilità: affossarlo con ogni espediente possibile. Siete d’accordo?»
Gli altri membri della commissione rimasero immobili per qualche secondo; ma poi, in uno stanco silenzio, annuirono tutti. Mentre io mi svegliavo…

Cosa vuol dire il sogno? Boh! Chissà…
Mi viene da imprecare: «Alì Babà!»

*

Roma - Bodø Glimt 2-2

Poco gioco, poche idee, poca lucidità. I giallorossi sembrano dei cadaveri in campo…

A novembre, il quarto giorno,
contro il Bodø un altro scorno…

Cercai Lupi con lo sguardo,
ma i miei Lupi non l’ho scorti…
(con due giorni di ritardo,
onorato abbiamo i morti)

Due netti falli di mano da parte di Moe e Konradsen. E poi: Moe trattiene Mancini in area, ma Papapetrou fischia un fallo in attacco. E ancora: fallo di Bjorkan su Zaniolo (“tamponamento” in area), l’arbitro lascia correre.
Insomma: è vero, la Roma ha giocato male; ma l’arbitro ha giocato peggio…


Due rigori negati (forse il doppio).
E di rabbia impotente quasi scoppio.


*

Venezia Roma 3-2 (secondo Aureliano)

A fine partita, mi trovo a riflettere su un fatto incontrovertibile: il Covid ha causato - anche nel calcio - molti fastidi. A partire dalle ingenti perdite economiche (specie per le cosiddette “grandi” squadre).
Abbandono il pensiero e le relative pericolose deduzioni (non voglio mica finire in galera).

Veniamo dunque alla partita. E cominciamo dai dati oggettivi.
Possesso palla: Roma 61%, Venezia 39%.
Corner: Roma 11, Venezia 4.
Tiri totali: Roma 27, Venezia 13.
Tiri nello specchio: Roma 11, Venezia 7.
Tiri da dentro l’area: Roma 21, Venezia 10.

Potete lamentarvi quanto volete del gioco e del risultato; ma non è l’impegno che è mancato. È qualcos’altro che ha deciso la partita…
Sì, continuiamo a mangiarci troppi gol. Ma oggi le prestazioni di Abraham e Shomurodov (entrambi a segno) sono state più che sufficienti.
Sono le reti subite ad essere troppe: anche se, a ben vedere, qualche rete è figlia di fantasie arbitrali, e non del campo (il rigore per il Venezia, in particolare, non esiste: ci sono DUE falli; uno su Ibanez, e uno su Cristante. Punto).
Anche il resto dell’arbitraggio è stato sconcertante: da un paio di rigori negati alla Roma, fino alle gestione pessima dei cartellini.


Celato nel mio cuore ringhia un Lupo:
ringhia di rabbia - con un ringhio cupo -
contro il mondo del calcio che non va…
(e nuovamente impreco: «Alì Babà!»)

*

L’anagramma della settimana

Ho visto la partita Milan-Porto. Mentre scrivo (domenica pomeriggio, prima del derby milanese), i rossoneri sono primi in campionato; ma in Champions sono all’ultimo posto: appena un punto in quattro partite. Mi torna in mente l’arbitraggio di Roma-Milan, e ho un nuovo travaso di bile: consentitemi dunque, come sfogo, un anagramma “vendicativo”.

Milan: in Champions è seria rovina…
→Ma sì: i poverini lì non han Maresca


Franco Costantini





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