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La Roma vince e convince: 16-0 sul Pinzolo

Spalletti: «Ottimo allenamento, fondamentale era la tensione. Gerson? E’ bellino a vedersi» (di Massimo Salvo)
Redazione de Il Legionario
inserita un anno fa
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16:00
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(di Massimo Salvo) - Buona la prima verrebbe da dire, se di prima si trattasse. In realtà quella di oggi col Pinzolo è stata solamente una seduta tattica un po’ più lunga e bagnata del solito, con tanto di diretta tv sul canale ufficiale. Una seduta tattica che ha interessato unicamente centrocampo ed attacco: 16 a 0 il risultato finale, col reparto arretrato mai impegnato nel corso dei 90 minuti.

Roma in campo col 4-3-3, con Alisson tra i pali; Zukanovic, Manolas, Mario Rui e Torosidis in difesa; Paredes, Strootman e D’Urso in mediana e il trio Dzeko-Perotti-Salah in attacco. Pronti, via. Al 4’ minuto il bosniaco sembra ripartire esattamente dal punto in cui aveva lasciato: tutto solo davanti a Cereghini sciupa la prima palla del match spedendola al lato. Il che non sarebbe il massimo, visto e considerato che gli avversari giocano in prima categoria (chiudendo settimi lo scorso anno) e vantano come capitano un giocatore che di mestiere fa il boscaiolo (il rispettabilissimo Campigotto).

L’errore di Dzeko, tuttavia, è solo il preludio al goal: al 5’ Torosidis sale sulla fascia e offre a Salah un assist che l’egiziano deve solamente accarezzare di piatto e spedire in porta. Tempo tre minuti e il n.11 giallorosso si ripete, stavolta di destro e su assist di Strootman. Nel frattempo da segnalare lo “scavetto” di Mario Rui ad un avversario e il passaggio filtrante di D’Urso, aggregato dalla Primavera.

E’ proprio quest’ultimo a siglare di sinistro il 4-0 al 17’, dopo che Dzeko aveva messo in rete facile facile il terzo goal su conclusione di Strootman, inizialmente deviata sulla traversa da un miracoloso Cereghini. Da qui, praticamente, l’apparente equilibrio si spezza e la Roma dilaga grazie all’attaccante bosniaco, che nel giro di dieci minuti sigla una tripletta (rispettivamente su assist di Strootman, Mario Rui e Perotti). Poco prima, Torosidis aveva messo a segno il 6-0 su azione personale di Salah, mentre Manolas aveva toccato la sua prima palla con una bella chiusura in scivolata.

Al 25’ Soleri subentra a D’Urso, imponendo a Spalletti il cambio di modulo con Strootman più stretto affianco a Paredes. Frequenti sono le incursioni sulla fascia destra da parte di Torosidis, che al 36’ sfiora la doppietta dopo uno scambio di prima con Salah: il greco rientra sul sinistro e con un tiro a giro calcia di poco fuori.

Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per una punizione dal limite conquistata da Dzeko e calciata addosso al portiere da Paredes, ma soprattutto per il 9-0 di Perotti su errore della difesa avversaria. Infine, di un errore del n.9 giallorosso sotto porta, che esalta i riflessi di piede dell’estremo difensore trentino.

La ripresa inizia con un nuovo schieramento: Lobont tra i pali; Gyomber e Marchizza al centro; Seck ed Emerson sulle fasce; Vainquer, Gerson e Di Livio a centrocampo e il trio Ponce-Ricci-Iturbe in attacco. Per attendere il decimo goal giallorosso, tuttavia, bisogna aspettare una dozzina di minuti: al 56’ Iturbe guadagna infatti un penalty dopo uno scambio di prima con Di Livio ed è lui stesso a trasformarlo, spiazzando l’incolpevole Collini (subentrato a Cereghini).

Alla fine saranno 7 i goal nella ripresa: dopo il rigore, al 62’ sarà la volta di Ricci al termine di un’iniziativa personale di Iturbe, ben servito dal solito Di Livio; dieci minuti ci penserà invece Gerson con uno splendido sinistro ad effetto, seguito dall’altrettanto bel goal mancino di Ponce, dal secondo goal di Ricci e dal tocco a porta vuota di Di Livio. Al l’83’ firma finale di Iturbe su assist di Gerson. Degna di nota, nel mentre, la sostituzione di Marchizza con Eros De Santis.

«Atteggiamento corretto, palla a terra: è stato un ottimo allenamento». Spalletti a fine gara è soddisfatto dei suoi, pur riconoscendo l’inattendibilità dell’avversario. «Difesa mai impegnata? Fondamentale è comunque la tensione. Gerson? Sembra quasi che non tocchi palla, è bellino a vedersi». Infine un cenno a quatto detto ieri in conferenza stampa a proposito dei mancini adattati a destra: «E’ molto difficile far giocare un sinistro su quel lato di campo, mentre è più comune il caso opposto come insegna Maldini, che ci ha costruito una carriera. Sicuramente Palmieri è uno che si adatta un po’ di più».

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