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JÉRÉMY MÉNEZ: Il mago Houdini (con video)

a cura di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita 15 giorni fa
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Nell’arco della mia esperienza venticinquennale da tifoso della Roma ho avuto modo di conoscere e analizzare diverse categorie di giocatore giallorosso: quello forte (Salah), quello veramente forte (Totti), il discreto (Vainqueur), il mediocre (Jose Angel) e il mediocre per eccellenza (Mido). In mezzo a questo elenco poi c’è una lista di giocatori che non si possono considerare né eccezionali e né deleteri, quei giocatori che potenzialmente potevano spaccare il mondo ma che, nonostante un ricordo generalmente positivo, non hanno fatto quello che ci si aspettava: i rimpianti, o per meglio dire, gli inespressi. E tra i maggiori rappresentanti di questa categoria c’è indubbiamente il francese Jeremy Menez, capace di giocate straordinarie quando era in forma ma al tempo stesso di farti giocare in 10 quando non lo era. Non a caso il soprannome “Houdini” aveva una doppio significato, poiché testimoniava la sua grande capacità nel nascondere il pallone con dribbling fulminanti, ma al tempo stesso di sparire all’improvviso quando la squadra aveva bisogno di lui. Prima di parlare del suo periodo in giallorosso però è doveroso partire dal principio, quindi diamo il via al racconto della carriera di Fenomenez.

SOCHAUX
Jeremy Menez nasce il 7 maggio 1987 a Longjumeau, in Francia, e fin da piccolo comincia ad interessarsi al mondo del pallone. A soli 9 anni infatti viene tesserato ufficialmente dal Sochaux, che lo inserisce nelle proprie giovanili a partire dal 2000. Dopo 3 anni molto positivi in cui il giocatore dimostra fin da subito le sue grandi qualità, la società decide di promuoverlo in prima squadra, rendendolo a soli 16 anni il giocatore più giovane nella storia della Ligue 1 a firmare un contratto professionistico. Qui Menez fa la conoscenza del tecnico Guy Lacombe, che si innamora fin da subito delle sue qualità e nonostante la giovane età gli da subito un gran minutaggio. L’esordio ufficiale arriva il 7 agosto 2004 contro l’Ajaccio, mentre il 22 gennaio 2005 arriva un incredibile tripletta nel successo per 4-0 contro il Bordeaux, che gli permette di raggiungere un altro record: mai un giocatore 17enne era riuscito a segnare tre gol in una partita del massimo campionato francese. Questo exploit permette al giocatore di collezionare ben 68 presenze e 8 gol nei suoi primi 2 anni da professionista, e di iniziare pian piano la scalata della nazionale, dall’Under 15 nel 2002 all’Under 18 nel 2006. Proprio nell’estate di quell’anno però arriva la cessione al Monaco, che non ferma il percorso di crescita del talento francese.

MONACO
Il giocatore arriva quindi nel principato sotto grandi aspettative da parte dei tifosi, e dimostra fin da subito di meritarle ampiamente. Grazie a una gran duttilità che gli permette di giocare indifferentemente su tutto il fronte d’attacco, Menez riesce a migliorarsi sempre di più affinando tecnica, agilità, e un dribbling di alto livello. Grazie al suo fisico mingherlino infatti Menez riusciva a sgusciare con facilità in mezzo ai difensori avversari, che spesso e volentieri dovevano ricorrere al fallo tattico per fermare la sua avanzata. In poco tempo Menez diventa uno dei maggiori talenti francesi in circolazione, salendo di grado nella Nazionale Under 21 e mettendo su di sé le attenzioni di numerosi club europei, tra cui la Roma di Luciano Spalletti.
Siamo nell’estate del 2008, e i giallorossi sono reduci dalla sofferta cessione di Mancini all’Inter, e l’intento nel mercato estivo è di sostituirlo con un giocatore di indubbio talento. Dopo aver acquistato il brasiliano Julio Baptista direttamente dal Real Madrid, il ds Pradè decide di provare il colpo a sorpresa: e così, dopo 2 stagioni condite da 64 presenze e 14 gol, Menez arriva nella capitale per circa 12 milioni complessivi.

AS ROMA
STAGIONE 2008/09
L’arrivo del francese a Trigoria viene visto inizialmente con un po’ di malcontento, non tanto per le qualità del giocatore quanto più per il mancato acquisto di Adrian Mutu, che dopo una trattativa serrata ha deciso di restare con la maglia della Fiorentina. Questo non contribuisce particolarmente all’inserimento del giocatore, e le prime giornate ne sono una chiara conferma. La squadra incappa in un vortice di sconfitte e brutte prestazioni, col francese che non riesce a prendersi la squadra sulle spalle vista anche la giovane età e la differenza tecnico-tattica con il campionato francese. Nonostante ciò il 6 dicembre 2008 arriva finalmente la prima gioia in giallorosso, col francese che trova uno splendido gol al volo contro il Chievo, portando la Roma a una vittoria a dir poco importante. In campionato arriveranno altri 3 gol contro Catania, Milan e Torino, che confermeranno la crescita costante del giocatore tuttavia non esente dalle critiche della tifoseria, per una discontinuità apparsa fin da subito come il suo vero tallone d’Achille.

STAGIONE 2009/10
La seconda stagione in giallorosso inizia subito bene, con 3 gol nei preliminari di Europa League contro Gent e Kosice e una maggiore continuità da trequartista nel 4-2-3-1 di Luciano Spalletti. Con l’arrivo in panchina di Ranieri Menez trova in campionato un minutaggio inferiore, giocando però praticamente sempre in tutte le partite di Europa League. Nonostante un solo gol in campionato a San Siro contro il Milan, il miglioramento nelle prestazioni è sotto gli occhi di tutti. Da ricordare sotto quest’aspetto la strepitosa partita in casa contro l’Udinese e nel derby di ritorno contro la Lazio, in cui tra l’altro riesce a guadagnarsi la punizione da cui scaturirà poi il gol del 2-1 di Mirko Vucinic.

STAGIONE 2010/11
La sua terza e ultima stagione in giallorosso è probabilmente la migliore di tutta la sua esperienza nella capitale, sebbene non riesca ancora ad essere continuo a sufficienza. A livello realizzativo arrivano i primi due gol in Champions League contro Basilea e Shakhtar, mentre in campionato oltre al gol del 3-0 contro il Cagliari arriva un altra prestazione straordinaria contro l’Udinese, che porterà a uno dei gol più belli di tutta la carriera del talento francese. Da ricordare anche la strepitosa prestazione in casa contro il Bayern, in cui contribuisce nettamente alla rimonta giallorossa da 0-2 a 3-2. Col contemporaneo arrivo degli americani a Roma e degli sceicchi a Parigi, Menez viene ceduto al Paris Saint Germain per circa 9 milioni complessivi, lasciando un ricordo positivo ma che potenzialmente poteva diventare ancora migliore.

PSG
Tornato quindi in patria nella squadra che si apprestava a diventare una delle più forti a livello europeo, Menez diventa subito un idolo della tifoseria. Grazie alla maturità ottenuta in Italia e alle difese non proprio eccelse della Ligue 1 Menez migliora di molto il suo score realizzativo, segnando ben 9 gol in 42 presenze complessive. La stagione dopo, con Carlo Ancelotti in panchina e gli arrivi di Ibra e Thiago Silva, Menez diventa un giocatore imprescindibile, vincendo a fine anno un trofeo che a Parigi mancava da ben 19 anni: il campionato francese. Nella sua terza stagione parigina Menez comincia a trovare un po’ meno spazio, sia per qualche infortunio di troppo che per la crescita costante del club degli sceicchi. Dopo sole 26 presenze e 2 gol il giocatore decide di andarsene per trovare maggiore continuità, venendo acquistato dal nuovo Milan di mister Filippo Inzaghi.

MILAN
Tornato quindi in Italia dopo più di 3 anni in patria, Menez si conferma subito come il punto cardine dell’attacco rossonero, con Inzaghi che sfrutta le sue caratteristiche spostandolo falso nueve e designandolo rigorista ufficiale. Cresciuto mentalmente e con una rinnovata fiducia nei suoi confronti, Menez diventa in assoluto uno dei migliori giocatori del club di Milanello, confermato dai 16 gol stagionali di cui un tacco strepitoso in casa del Parma nella vittoria sofferta dei rossoneri per 4-5. Nonostante ciò due episodi macchiano la sua stagione e probabilmente la sua carriera: il primo è una squalifica per 4 giornate dopo un espulsione diretta in casa del Genoa, il secondo è un operazione all’ernia subita a giugno che lo costringe fuori dai campi per addirittura 9 mesi. Al rientro in campo, nel marzo del 2016, Menez riesce comunque a totalizzare 4 gol in 12 partite, che però non gli bastano per meritare la riconferma.

BORDEAUX
A fine stagione Menez viene ceduto nuovamente in Francia ma stavolta al Bordeaux, iniziando quella che si può definire una vera e propria parabola discendente. Nonostante un buon minutaggio con 31 presenze e 3 gol Menez non riesce più a ritrovare se stesso, rimediando in un amichevole estiva la recisione di mezzo orecchio destro dopo lo scontro coi tacchetti di un avversario.

ANTALYASPOR
Dopo una sola stagione il francese vola in Turchia all’Antalyaspor, giocando solo metà stagione e venendo ceduto, dopo soli 6 mesi e 9 presenze, al Club America in Messico.

CLUB AMERICA
Passato in un continente tutto nuovo, Menez prova a ritrovare se stesso, fallendo però miseramente nel tentativo. A livello professionale viene bersagliato di critiche per alcuni festini e notti brave che lo vedranno protagonista, mentre in campionato colleziona a malapena 16 presenze in un anno e mezzo rimediando dopo pochi mesi la rottura del legamento crociato che lo terrà fuori per quasi un anno.

FC PARIS
Dopo aver rescisso il contratto nell’estate del 2019 il giocatore decide nuovamente di tornare in Francia, questa volta all’FC Paris in Ligue 2, motivando la sua scelta per questioni principalmente familiari.

NAZIONALE
Per quanto riguarda la sua esperienza in Nazionale si può considerare, come tutta la sua carriera, soddisfacente ma non troppo. L’esordio ufficiale arriva l’11 agosto 2010 contro la Norvegia, e nei 3 anni successivi collezionerà 24 presenze e 2 gol, contro Estonia e Ucrania.

CONCLUSIONI
In conclusione, cosa si può dire riguardo il francese Jeremy Menez? Personalmente si può considerare tranquillamente come uno dei più grandi talenti sprecati visti con la maglia giallorossa, che dava sempre l’impressione di diventare fenomenale fallendo però nel tentativo. La classica conferma che nel calcio non basta avere i mezzi tecnici, se essi non vengono abbinati a spirito di sacrificio, serietà professionale e la giusta continuità nelle prestazioni. In ogni caso, anche se in ritardo, tanti auguri Mago Houdini!!!


Emanuele Grilli



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