Il diario di Francesco
DIARIO

Il diario di Francesco 20/07/2016

Roma, 20 luglio 2016
Redazione de Il Legionario
inserita 11 mesi fa
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Lo scorso lunedì, all’alba del ritiro di Pinzolo, questa foto di Lui che sta per calciare il pallone ha cominciato a circolare su Facebook. Nella foto, volendo essere estremamente sintetici, c’è il segreto di Francesco: la passione. Bisogna osservare attentamente l’immagine in questione, in particolare gli occhi del Capitano e notare quella particolare scintilla che ha: è la stessa che tutti noi avevamo quando abbiamo iniziato da bambini, la stessa che abbiamo ancora oggi quando giochiamo con gli amici anche per una partitella estiva fatta tanto per. Ed è qui che si trova la grandezza della persona in questione, il motivo per cui nonostante questo mondo sia diventato sempre più sporco ed inquinato con l’ingresso delle cifre sempre più alte Lui è rimasto sempre lo stesso, il bambino che a Porta Metronia ha iniziato a tirare calci al pallone sognando di giocare nella sua Roma. È la passione che ti porta ad avere questo tipo di carriera, rifiutando offerte che altri avrebbero accettato senza neanche pensarci e riuscendo ad essere sempre al top fisicamente dopo più di 20 anni e tanti infortuni subiti. È la passione che ti porta a fare tutti i sacrifici, anno dopo anno, per essere sempre al meglio e aiutare i colori che tifi fin da bambino.
Questa passione, nonostante tutti gli ostacoli che incontri, ti permette di rimanere sempre la persona umile che sei, anche di fronte alle varie tentazioni in cui potresti cadere, e soprattutto ti consente di continuare a vivere la tua carriera come il sogno che hai sempre avuto, dedicandoti ad esso con tutta la tua volontà.

Rimango convinto che Francesco sia l’esempio migliore per qualsiasi ragazzo che voglia coltivare il sogno di giocare nella sua squadra del cuore, e magari di diventarne una bandiera. L’amore che provi per i tuoi colori non ha un prezzo, non è acquistabile da nessuno perché sai che da nessuna parte troverai le emozioni che ti dà la tua città, ed il tuo pubblico. E questi valori, di cui ormai tutti si riempiono la bocca ma che sembrano essere spariti, sono quelli che danno senso a quello che fai: Francesco si dona a Roma e alla Roma da tempo immemorabile ormai, quando può in campo e quando non può al di fuori, contribuendo anche attivamente verso chi ne ha più bisogno ma senza sentire la necessità di sbandierarlo ai quattro venti.

Nel frattempo la Roma ha vinto entrambe le amichevoli giocate in Val Rendena, 16-0 contro la modesta formazione di casa del Pinzolo e 3-2 contro il Terek Grozny, squadra militante nel campionato russo contro cui Lui ha sfoderato uno dei suoi colpi di fabbrica con un assist di prima per Dzeko. Quello che emerge, da questo ritiro, è che la squadra è ancora incompleta, per l’insoddisfazione abbastanza evidente di mister Spalletti: una delle certezze con cui il tecnico di Certaldo è tornato a Roma è però quella di avere a disposizione ancora Francesco come un calciatore decisivo, uno che sa decidere le partite in una frazione di secondo e sa come indirizzare le varie componenti per far funzionare il gruppo (chiedere a Gyomber per informazioni). Lui c’è, anche quest’anno come gli ultimi 27, da quando ha cominciato la sua avventura con la Roma: tanto basta come garanzia.

Francesco Giovannetti

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