Il diario di Francesco
DIARIO

Il diario di Francesco 27/09/2016

Roma, 27 settembre 2016
Redazione de Il Legionario
inserita un anno fa
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Il completo a sinistra mi è stato regalato da mio zio quando ero ancora un bambino, non capivo neanche di che parlavano gli adulti e cosa avrebbe comportato essere della Roma. Quello a destra, tanti anni dopo, è forse l’ultimo di una carriera leggendaria che l’ha visto conquistare il mondo gol dopo gol, assist dopo assist, giocata dopo giocata.

Francesco da piccolo aveva in camera i poster del Principe Giannini, noi siamo cresciuti con in camera i poster di Francesco. Quanto è romantica sta cosa? Anzi, quanto è ROMAntica? Ma quante squadre nel mondo possono avere un vanto tale? Agostino, Bruno, Giuseppe, Francesco, Daniele, Alessandro. Tanti altri prima e in mezzo, speriamo tanti altri dopo. Un sogno coltivato sacrificio dopo sacrificio, lavorando ogni giorno in maniera ineccepibile.

Uno di noi, elevato al massimo livello.
Uno di noi che ce l’ha fatta, uno di noi che giocavamo a pallone dalla mattina alla sera in strada sognando di farlo prima o poi in uno stadio vero, con la folla che ti acclama e impazzisce quando la butti dentro. Uno di noi che è della Roma, che sognava la Roma fin da bambino, che sognava di combattere e vincere per e con la sua Roma, e con nessun’altra mai. Uno di noi che amiamo la Roma in modo viscerale, ci incazziamo per Lei quando dovremmo incazzarci per altro e la mettiamo al primo posto anche troppo spesso. Uno di noi che in fondo, da qualche parte nel cervello, anche nell’angolo più remoto, abbiamo ancora il sogno di segnare un gol sotto la Sud, quella vera, e correre ed urlare a perdifiato con i tuoi tifosi, anzi con i tuoi amici, con la tua gente.

Uno di noi che ancora ci stupiamo a vederlo lì, a combattere in un mondo che ha cambiato volto negli ultimi 25 anni ma non la sua di faccia. Uno di noi che lo guardiamo increduli lottare con ragazzini che non erano nati quando lui già faceva la storia, o ricevere complimenti da colleghi che non ce l’hanno fatta ad essere storia come lui. Uno di noi che ci emozioniamo ogni volta come la prima, come bambini di fronte ad un regalo inatteso ma in fondo desiderato con il cuore. Uno di noi che saremmo pronti a donare le nostre energie per vederlo ancora col suo 10 a disegnare poesia, lì su quel prato verde.

Uno di noi che dobbiamo in continuazione stare a discutere con chi ci dice che siamo stupidi, scemi, inferiori perché il calcio sono solo 22 strapagati che corrono dietro ad un pallone. E forse hanno ragione loro, ma non con Francesco. Perché Francesco è proprio uno di noi, sa cosa proviamo e cosa vogliamo per la nostra Roma. La fedeltà ai suoi livelli più alti, il cuore prima del cervello sempre e comunque, la consapevolezza che dovunque si possa andare nel mondo nessun posto sarà mai come casa, come la tua casa.

Il ragazzo che sognava ha realizzato il suo sogno più grande, un sogno infinito. E noi con lui.

C’erano cose a cui non credevo ma è stato tempo prima, molto tempo fa, prima di conoscerti.
L’amore ha vinto, vince e vincerà.

“Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro
Stringi i pugni, ragazzo
Non lasciargliela vinta neanche un momento!
(…)
Sogna, ragazzo sogna
Non lasciarlo solo contro questo mondo
Non lasciarlo andare sogna fino in fondo
Fallo pure tu
(…)
Sogna, ragazzo sogna
Piccolo ragazzo, nella mia memoria
Tante volte tanti dentro questa storia
Non vi conto più
Sogna, ragazzo sogna
Ti ho lasciato un foglio sulla scrivania
Manca solo un verso a quella poesia
Puoi finirla tu”

E infine Fra
‘Lasciali dire che al mondo
Quelli come te perderanno sempre
Perché hai già vinto, lo giuro
E non ti possono fare più niente’

#4X10

Francesco Giovannetti


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