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Gli 8 migliori TERZINI della ROMA (dal 2010 al 2020) con video

a cura di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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1. JOHN ARNE RIISE: Senza dubbio uno dei giocatori più amati negli ultimi 20 anni di storia giallorossa, un professionista esemplare, indiscutibile sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Arriva a Roma nel 2008 dopo 7 anni strepitosi e 348 presenze con la maglia del Liverpool, portandosi un curriculum di tutto rispetto e togliendo subito il posto al titolare Max Tonetto. Con la Roma inizialmente le cose non vanno bene, il norvegese infatti fatica ad ambientarsi ad un nuovo campionato e nella prima parte di campionato non gioca con la giusta continuità. Dopo il gol a San Siro contro l’Inter però qualcosa nel giocatore si sblocca, e chiuderà la stagione in crescendo con un altro gol nella stessa porta ma contro i cugini rossoneri. Con Ranieri in panchina il terzino tornerà su altissimi livelli con tanti assist e gol spettacolari, tra cui uno di testa al 92’ contro la Juve, che farà sbocciare definitivamente il rapporto tra il giocatore e la tifoseria. Soprannominato il roscio o Thunderbolt, Riise resta alla Roma fino alla stagione 2010/11, totalizzando coi colori giallorossi 136 presenze e 11 gol totali. Uno dei giocatori che ho letteralmente ADORATO, semplicemente straordinario.

2. ALEKSANDAR KOLAROV: Probabilmente molti di voi non saranno d’accordo con questa posizione, per via delle tante diatribe del giocatore con la tifoseria giallorossa. È innegabile però che il suo apporto alla causa romanista sia stato tra i più importanti degli ultimi anni, soprattutto se consideriamo i giocatori passati su quella fascia. Come Maicon arriva dal Manchester City dopo l’infortunio di Emerson Palmieri, con i mugugni di una tifoseria che almeno inizialmente non gli perdonava il passato con la maglia dei cugini. Basta una sola partita però e si capisce perché il giocatore sia stato acquistato, per portare quella maturità che in molti giocatori mancava, insieme ad una grande spinta offensiva e una precisione chirurgica su punizioni e rigori. Kolarov diventa in poco tempo uno dei migliori terzini del campionato, nonostante l’età ormai non più giovanissima, ma nella stagione 2018/19 iniziano le montagne russe. Da un lato tante prestazioni sottotono e le prime polemiche con i tifosi, dall’altro un gol memorabile alla propria ex squadra e la migliore media realizzativa per un terzino in ambito europeo. Attualmente, dopo una mezza stagione tutto sommato positiva, è a quota 122 presenze e 18 gol, un dato che visto il suo rinnovo con questi colori sembra destinato ad aumentare. Forza Alcatraz!

3. MAICON: Se consideriamo l’intera carriera del giocatore meriterebbe anche qualche posizione in più, ma è innegabile che il Maicon giallorosso non sia stato ai livelli del fenomeno visto con la maglia nerazzurra. Arriva a Roma nell’estate del 2013 a costo zero dopo essersi svincolato dal Manchester City, e riesce in poco tempo a conquistare tutti, tifosi scettici compresi. Potenza devastante sulla fascia, dribbling ed esperienza, il brasiliano dimostra di essere ancora un grande giocatore, perno di una delle migliori difese di tutto il campionato (se non la migliore insieme alla Juve). Nella sua prima stagione totalizza 31 presenze e 2 gol a Fiorentina e Genoa, ma nella successiva cominciano i primi prevedibili problemi. Causa numerosi infortuni infatti il giocatore non riesce più a giocare con continuità, perdendo lucidità in fase difensiva e non dando la sicurezza di un tempo al suo reparto. Ciononostante riesce comunque a totalizzare 69 presenze e 5 gol totali, prima di svincolarsi al termine della stagione 2015/16 a 35 anni compiuti. Nonostante il calo nelle ultime annate, resto tuttora orgoglioso di aver visto un campione del genere indossare la nostra maglia.

4. EMERSON PALMIERI:Ma che ci facciamo con questo scarpone? Non ha trovato spazio al Palermo, figuriamoci quel che potrebbe fare con la Roma! Che acquisto insensato”. Quando Emerson Palmieri è stato ufficializzato come nuovo acquisto giallorosso, nell’estate del 2015, praticamente tutti hanno usato questi termini o varianti di essi. E nella sua prima stagione sembra quasi confermare questa idea, con Garcia che non lo usa mai e Spalletti che lo fa entrare sporadicamente come esterno nel 4-2-3-1. Sarà però la stagione 2016/17 a sbloccare mentalmente il giocatore, anche grazie all’allenatore toscano che dopo la rottura del crociato di Mario Rui decide di promuoverlo come titolare della fascia. E il giovane terzino brasiliano classe ’94 riesce a sorprendere tutti, diventando in poco tempo un titolare inamovibile grazie a una copertura difensiva eccellente e uno spirito di sacrificio a dir poco invidiabile. Anche col rientro del portoghese Emerson non si fa sorpassare, giocando ben 36 partite condite da un gol superbo in casa del Villarreal. Proprio come nel caso di Balzaretti però arriva nel momento migliore un terribile infortunio al crociato che lo tiene fuori da maggio 2017 all’ottobre dello stesso anno, con la Roma che decide di cederlo al Chelsea dove tornerà ai livelli di un tempo nonostante la concorrenza di Marcos Alonso. Gran giocatore.



5. LUCAS DIGNE: Voluto fortemente da Garcia per via dei suoi ottimi trascorsi con il Lille, Digne arriva alla Roma nell’estate del 2015 e fin da subito si capisce di aver fatto un ottimo affare. Bravissimo sia in fase difensiva che offensiva, Digne si rende protagonista di numerose prestazioni positive, condite da tre gol spettacolari contro Carpi e Atalanta. Il tutto riuscendo a bilanciare un'altezza non molto elevata con un'elevazione da grande giocatore, che lo rendeva un terzino completo in tutto e per tutto. Con la Roma totalizza 42 presenze e 3 gol, non venendo riscattato a fine anno per via del prezzo particolarmente elevato del suo cartellino. Considerando però che il giocatore andò al Barcellona e la Roma lo sostituì con Mario Rui, forse sarebbe stato meglio fare uno sforzo in più per trattenerlo.

6. MARCO CASSETTI: Il classico giocatore operaio, che non si lamenta mai e si fa sempre trovare pronto nel momento del bisogno. Marco Cassetti si può riassumere così, un serio professionista che a discapito di valori tecnici non eccezionali ha sempre dato il massimo per i colori giallorossi. Arriva a Roma nel 2006 come prima riserva di Panucci ma riesce fin da subito a ritagliarsi un discreto spazio, sia in campionato che in Champions League. Dopo la partenza del terzino nell’estate del 2009 diventa il titolare della fascia destra, rendendosi protagonista di una stagione memorabile con Claudio Ranieri in panchina. Impossibile non ricordare il gol nel derby d’andata contro la Lazio, segnato tra l’altro nello stesso minuto del suo numero di maglia, il 77. Perderà il posto da titolare nella stagione 2011/12, con Luis Enrique che inspiegabilmente gli preferisce Aleandro Rosi e lo sposta come centrale, con risultati ben poco soddisfacenti. Conclude la sua esperienza in giallorosso con ben 198 presenze e 5 gol, niente male per chi al tempo arrivò qua come semplice gregario e nulla più.

7. FEDERICO BALZARETTI: Considerato come uno dei colpi migliori del mercato estivo 2012, Balzaretti arriva a Roma dopo un Europeo da protagonista, col compito di portare l’esperienza mostrata negli anni con la maglia del Palermo. Nonostante ciò però il suo apporto iniziale alla manovra non sarà mai del tutto soddisfacente, anche per colpa di uno stile di gioco zemaniano che esponeva molto i terzini alle ripartenze degli avversari. Dopo una stagione sottotono e una Coppa Italia persa in finale con la Lazio, Federico trova il modo di riscattarsi andando a segno nel derby della stagione dopo, con un'esultanza rimasta nel cuore di tutti i tifosi giallorossi. Proprio quando sembrava che avesse trovato la continuità però un problema di pubalgia lo tiene fuori dai campi per ben 17 mesi, fino al ritorno in campo nel maggio 2015 che coinciderà col suo addio al calcio giocato. Un vero peccato.

8. JOSE’ HOLEBAS: Arriva a Roma nell’estate del 2014 insieme a Manolas, completando l’esodo dei difensori greci insieme al già presente Torosidis. Inizialmente riserva del più esperto Ashley Cole, diventa ben presto il titolare della fascia sinistra anche grazie alle prestazioni raccapriccianti dell’inglese, mostrando nel complesso una buona sicurezza generale. Dotato di una buonissima spinta offensiva e di una discreta copertura difensiva, Holebas colleziona nella sua unica stagione 35 presenze e 1 gol, in casa contro l’Inter dopo aver saltato praticamente metà difesa. A fine anno viene inspiegabilmente venduto al Watford per due spiccioli, probabilmente per la volontà del giocatore di voler fare il titolare altrove e non la riserva in giallorosso.


Emanuele Grilli




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