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E’ Spalletti-bis l’allenatore giusto per la Roma?

Si pensava che l’inizio di una nuova stagione si potesse rivelare come un piacevole prosieguo della seconda parte dello scorso campionato, invece, non è stato proprio così. (di Aldo Galvagno)
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
4201
7:00
192020

C’è chi paragona i “cavalli di ritorno” ad una minestra riscaldata. Eppure Luciano Spalletti si era presentato come salvatore di una Roma rudygarciana che non era più capace di stupire ed aveva rivitalizzato una squadra spenta, portandola ad un solo punto dal secondo posto. Si pensava (ah, i tifosi romanisti che inguaribili ottimisti) che l’inizio di una nuova stagione (dai preliminari di Champions al Campionato) si potesse rivelare come un piacevole prosieguo della seconda parte dello scorso campionato, invece, non è stato proprio così.
Roma balbettante, che viene eliminata dalla Champions con la dolosa perdita di 25-30 milioni, che sarebbero risultati più che indispensabili per rinforzare la squadra e, qualche giorno dopo, incapace di reggere il doppio vantaggio in quel di Cagliari, facendosi raggiungere nel finale e buttando alle ortiche due punti.
Che il mister si sia aziendalizzato e reciti a memoria che la squadra è la più forte che abbia mai allenato; che il mister continui a far fare al 41enne Totti il distributore di mentine in panchina; che il mister vada in confusione mentale facendo cambiare per ben tre volte il modulo di gioco al Sant’Elia mandando in tilt una già imbarazzante squadra che non ha personalità, sono tutti elementi che devono essere considerati nella giusta maniera. E’ Spalletti-bis l’allenatore giusto per la Roma?
Chiaramente solo il futuro, neanche tanto lontano, lo dirà, ma quanto si è visto finora è foriero del fatto che, tanto per cambiare, la squadra è come una coperta troppo corta, mancante di quegli interpreti capaci di fargli fare il salto di qualità.
Ma gli acquisti sono sbagliati? L’allenatore ha toppato a chiedere giocatori poco adatti? Sabatini è stato sopravvalutato? Il dato di fatto è quello che 1) la società non spende se prima non vende; 2) nella passate stagioni moltissimi acquisti gravosi si sono dimostrati non all’altezza (Iturbe dixit!); 3) si è sempre stati costretti a vendere i pezzi migliori (Marquinos, Benatia, Pjanic ect).
Scriviamo questo sapendo che non sono le sventure di una squadra a dover essere prioritarie in questo momento e, noi de IL LEGIONARIO, abbracciamo le popolazioni terremotate.

Aldo Galvagno

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