La Sfera dei Capricci

Dopo Mosca è meno fosca…

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 6 giorni fa
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7:00
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O Sfera che Sublime
del calcio crei l’idioma…
ispirami due rime
(e sempre Daje Roma!)




Fiorentina Roma 1-1

Sul rigore subìto, per ora sorvolo (gli dedicherò tra breve 6 endecasillabi). Al di là di questo episodio comico (che sarebbe piaciuto a Woody Allen), la Roma è apparsa in preoccupante involuzione: poca concentrazione, poco gioco, poca velocità…
La classifica parla chiaro: dopo 11 giornate, siamo noni in classifica, attualmente fuori persino dall’Europa League. La zona Champions dista solo 5 punti, d’accordo: ma le squadre ad avere almeno 5 punti di vantaggio sono BEN CINQUE. Il che aumenta - oggettivamente - le difficoltà di un’eventuale rimonta.
Insomma: la Roma dovrà cambiare marcia, trovando quella continuità che sinora è stata “mera chimera”; altrimenti le sue ambizioni saranno drasticamente ridimensionate.
Ecco (in funzione scaramantica) un distico “pessimista”:


Non perdemmo. Ma a Napoli e Firenze
emersero di Roma le carenze...

*

Cella di… rigore
(Sestina ispirata da Robin Olsen... e Woody Allen)

Fu condannato (lesioni aggravate),
ché il giudice non vide di buon occhio
le sue carni percosse e martoriate:
all’altro aveva osato (bel pastrocchio!)
infliggere sul pugno due nasate
e una testicolata sul ginocchio.

*

Dzeko… “ecumenista dialettico”

Da sempre, i tifosi sono ampiamente divisi nelle opinioni sul nostro centravanti: c’è chi sostiene che è un grandissimo campione, c’è chi sostiene che è una grandissima pippa.
Ma in questi anni Dzeko, con le sue prestazioni, ha saputo colmare i fossati, cancellare ogni controversia, riunire i “litiganti”. Dimostrando nei fatti che… hanno ragione tutti. A intermittenza.


Un professore di filosofia,
spiegando che coincidon Brutto e Bello
(“dialettica binaria”, o quel che sia),
prende sempre Edin Dzeko qual modello.

*

Cska Roma 1-2

Nei panni dell’Avvocato del Diavolo, farei tre appunti:
1) il gol di Pellegrini era in fuorigioco;
2) la Roma - in vantaggio e in superiorità numerica - non ha avuto la forza di chiudere la partita con un terzo gol;
3) Dzeko è diventato inguardabile anche in Champions: a parte due buoni passaggi (bello l’assist di petto sulla corsa di Kluivert), ha sbagliato tutto. Mi ha irritato soprattutto la sua conclusione sugli sviluppi della punizione di Kolarov, nel primo tempo: arriva sulla palla da solo, seppure in posizione defilata; il gol, in quel frangente, non è facile, e si può sbagliare in mille modi, compreso quello di colpire il portiere; ma non si può tirare scoordinati e alzare la palla 40 metri sopra la traversa…

Stracciati i panni dell’Avvocato del Diavolo, tuttavia, sono soddisfatto. Vincere in Champions non è mai facile; la trasferta di Mosca, poi, era davvero ostica (non scordiamoci che anche il Real Madrid ci ha lasciato la penne). Speriamo che la “quasi matematica” qualificazione in Champions ci dia una spinta anche per il Campionato.


Si fa la prospettiva meno fosca
con i tre punti conquistati a Mosca.
Ma in campionato è tutta un’altra storia:
è necessario batter la Sampdoria…

*

L’anagramma della settimana

Champions League: la Juve cade in casa col Manchester United (nel finale, gol di Mata e autogol di Alex Sandro). Mourinho non mi sta certo simpatico (non potrò mai scordare come ci derubò ai tempi del suo immeritatissimo triplete); ma non potevo perdere l’occasione di sfottere i gobbi.

Va in gol Juan Manuel Mata; poi l’autorete di Sandro
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"Mou" rimonta l’odiata Juventus, e la Ladrona piange


Franco Costantini



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