L'argomento

8 ESTERNI più forti dal 2000 ad oggi (con video)

Rubrica dedicata ai migliori giocatori che hanno vestito la maglia giallorossa. E' la volta degli esterni offensivi. (di Emanuele Grilli)
Redazione de Il Legionario
inserita 7 mesi fa
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MOHAMED SALAH: Dopo la pessima prova di qualche giorno fa a Bergamo qualcuno potrebbe storcere il naso per questa posizione, ma è innegabile che tra tutti gli esterni elencati Salah risulti tra i più decisivi e forti nelle proprie caratteristiche. Capace di combinare la straordinaria velocità con una tecnica sopraffina, è un continuo sfornatore di gol e assist d'alta scuola, che hanno permesso più volte di vincere partite importanti. Se c'è una qualità che deve migliorare notevolmente è l'intelligenza tattica e la freddezza sottoporta, perchè nonostante i più di 20 gol segnati in un anno e mezzo, le occasioni sprecate davanti al portiere sono sempre troppo numerose, e in alcuni casi possono compromettere il risultato finale. Ma nonostante tutto adoro particolarmente questo giocatore, e sono convinto che potrà diventare presto uno dei migliori esterni offensivi nel panorama italiano ed europeo, se non lo è già tuttora.





AMANTINO MANCINI: Sono certo che le prime cose che vi verranno in mente sono il tacco nel derby capitolino e il gol ubriacante in Champions League al Lione, ma Mancini non era solo questo. Era un mix di tecnica e velocità di indiscusso valore, forse troppo discontinuo ma quando era in forma era veramente devastante. Risulta per tutto l'arco della sua esperienza giallorossa uno dei più amati dal tecnico Spalletti, che lo fece giocare sempre e con un'ottima continuità. Dalla sua cessione all'Inter in poi il giocatore perde però fiducia in se stesso e inizia la parabola discendente che lo vedrà poi tornare in terra brasiliana dove gioca tuttora i suoi ultimi anni di Carriera.

MARCO DELVECCHIO: E sono certo che solo a sentire questo nome Nesta comincerà a riavere degli incubi. Super Marco è sinonimo di derby capitolino, con ben 9 gol totali è il secondo miglior marcatore nella storia sotto solo a capitan Totti. Nasce inizialmente come prima punta ma col passare delle stagioni e per esigenze di rosa viene spostato più sull'esterno, diminuendo il suo contributo offensivo ma rimanendo sempre su ottimi livelli. Da ricordare le numerose magliette esposte a ogni gol contro i cugini e le orecchie perennemente tenute alte dalle mani, esultanza poi emulata da tanti altri giocatori.

RODRIGO TADDEI: Uno dei giocatori più amati della storia giallorossa, per l'impegno costante e il sacrificio messo in ogni partita giocata. Rimane per ben 9 stagioni con la Roma passando da esterno nel 4-2-3-1 spallettiano, a terzino negli anni di Zeman e Andreazzoli, fino a concludere con il ruolo di mediano nell'ultimo anno con Garcia. Indimenticabili momenti della sua esperienza giallorossa il gol al Bernabeu negli ottavi di Champions League, la semi rovesciata in coppa Italia contro la Juve, i due gol nei derby capitolini e la giocata denominata Aureliano simbolo di tutta la sua tecnica e stile brasileira. E se ci aggiungiamo una professionalità esemplare dentro e fuori dal campo, racchiudiamo un giocatore che tutte le squadre vorrebbero avere.

ALESSANDRO FLORENZI: Difficile assegnargli un ruolo ben preciso, ma personalmente ho preferito inserirlo in quello che è il ruolo più congeniale alle sua caratteristiche tecniche. Romano e romanista da sempre, amato dai tifosi per il suo enorme spirito di sacrificio e la corsa infaticabile in ogni partita giocata. Inoltre ogni suo gol è una perla di rara bellezza, passando da rovesciate al volo, a corse di sessanta metri, a tiri da 50, a bordate sotto la traversa fino a tocchi di punta morbidi morbidi. A livello tecnico presenta ancora qualche piccola lacuna, ma ha ancora tanto tempo per migliorare e affinare le proprie caratteristiche. Forza Sandrino!

DIEGO PEROTTI: Mi prendo un rischio inserendolo in questa classifica visto che è ancora un giocatore della Roma, ma sono convinto che la sua esperienza non potrà fare altro che migliorare. Arriva nel mercato invernale 2016 e in poco tempo e silenziosamente diventa un titolarissimo della nuova Roma spallettiana. Capace di ricoprire ottimamente sia il ruolo di esterno che di falso nueve, ha nel dribbling e nella tecnica le sue armi migliori, oltre a una freddezza glaciale dagli undici metri. Nonostante tutto non è un giocatore che ha il gol nel suo dna, ma è senza dubbio un talento di grande qualità, capace di spostarti gli equilibri della partita con giocate improvvise ed illuminanti.

KOUSSI GERVINHO: La Freccia nera rimane tuttora il simbolo principale della prima vera Roma di Garcia. Arriva tra i mugugni generali dopo un esperienza deludente con i Gunners, ma bastano poche partite e subito il giocatore entra nel cuore dei tifosi giallorossi. Capace di compensare la mediocrità sottoporta con un dribbling e un accelerazione spaventosi, per tutta la prima stagione è in assoluto tra i migliori della squadra e grazie a 10 gol e 11 assist permette alla Roma di arrivare seconda e direttamente ai gironi di Champions. La stagione successiva, complice il calo della squadra ma soprattutto la coppa d'Africa, perde completamente la bussola e non risulta più decisivo come un tempo. Dopo essere rimasto sul bilico della cessione per tutta l'estate, il giocatore rimane altri 6 mesi in cui sembra tornare il giocatore di un tempo. Ma a gennaio, complice l'addio del maestro Garcia, il giocatore si impunta e chiede la cessione immediata in terra cinese.

ERIK LAMELA:
Si è giocato fino all'ultimo l'ottavo posto con El Shaarawy, ma alla fine ho preferito lui sia per un discorso di superstizione sia perchè effettivamente trovo Lamela leggermente più affermato nel calcio europeo. Arriva a Roma nel 2011 dopo un ottima annata con il River Plate ma nella sua prima stagione fatica ad inserirsi, per tanti motivi diversi. L'anno dopo, con Zeman in panchina, cresce esponenzialmente in tutte le sue caratteristiche di dribbling ma soprattutto di finalizzazione. Segna 5 gol consecutivi in 5 partite ed è nel complesso uno degli esterni più in forma del campionato, poi con l'arrivo di Andreazzoli cala leggermente con i gol e le prestazioni. Ma rimane comunque uno dei pochi a salvarsi di una squadra con evidenti problemi tecnici e mentali. A fine stagione vola a Londra per giocare col Tottenham, ma tuttora riserva sempre parole dolci sull'ambiente romano e giallorosso.

Emanuele Grilli



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